Il marketing relativo ai motori di ricerca (Search Engine Marketing o SEM), legato a sua volta alla loro ottimizzazione (Search Engine Optimization o SEO) è diventato oramai una componente fondamentale delle attività di web marketing.

Come-rendere-il-tuo-sito-gradito-a-Google-con-la-SEOSì, perché avere un sito ben costruito e con una comunicazione di alto livello oggi non basta per farsi notare tra le affollatissime vie di Google: per ottenere un buon posizionamento sul motore di ricerca più potente al mondo sono necessarie attività legate all’ottimizzazione organica (SEO) e, talvolta, a quella sponsorizzata dallo stesso Google (Adwords).

In quest’articolo non vogliamo annoiarti con tutte le fasi di lavoro che mettiamo in atto a livello professionale per scalare la SERP (Search Engine Result Page), ovvero la pagina che vedi dopo aver effettuato una determinata ricerca su Google, quella che restituisce un elenco di risultati su cui poter cliccare, per intenderci. Di questo possiamo discuterne di persona, fa parte del nostro lavoro e non avrebbe senso spiegare nel dettaglio ogni passaggio qui.

Ciò che importa a te, diciamolo, è il risultato del nostro lavoro sul tuo sito! E per noi di Creattività è giusto e legittimo sia così! :)
Veniamo dunque al punto: vi siete mai chiesti quali sono gli elementi che vi servono per poter ottenere un buon posizionamento all’interno di questa SERP quando gli utenti vi cercano? Sicuramente sì. Ecco, il nostro obiettivo ora è rispondere a questa domanda in modo semplice e chiaro…O almeno tentare! 😉
3,2,1…Via!

Content is the King

I contenuti sono gli elementi a cui Google attribuisce più importanza, o meglio, premia i contenuti di qualità in termini di posizionamento rispetto agli altri. Ma cosa significa “contenuti di qualità”?

Il motore di ricerca è diventato molto abile nella lettura semantica e nell’interpretazione dei contenuti: quando incontra dei testi sui siti decide quanto quel contenuto sia di qualità in base a determinati fattori. Vediamoli insieme.

Utilizzo delle Key Word

Ok, le parole chiave sono senza ombra di dubbio fondamentali nella SEO, ma non bisogna abusarne, perché Google si accorge se utilizziamo troppe volte le stesse keyword all’interno del testo (quest’azione in gergo si definisce “keyword stuffing“) e ci penalizza nel posizionamento!

Il motore di ricerca vorrebbe che fossero distribuite in modo naturale ed equilibrato, senza forzare la nostra scrittura, senza renderla quindi artificiosa. Il testo, infatti, deve rimanere scorrevole e genuino agli occhi del lettore.

Dove inserire quindi le nostre parole chiave?

Sicuramente nel titolo dell’articolo/pagina del sito. Se si tratta di un articolo facente parte del blog aziendale (o della sezione “news”) è molto importante che compaia anche nel corpo del testo, ma bisogna sempre prestare attenzione a non fare keyword stuffing: in un foglio della lunghezza di un file word è sufficiente che la parola chiave sia presente 2 volte!
Importantissimo ricordare che ogni pagina del sito dev’essere ottimizzata utilizzando una sola univoca parola chiave!

Oltre al titolo, anche i metadati devono contenere le nostre parole chiave, ovvero tutti quei dati che l’utente non vede sul sito, ma ai quali si accede dal pannello di controllo del CMS (Content Management System).
Il title, il titolo SEO, quello che compare come primo testo quando effettuiamo una ricerca su Google, deve, naturalmente, contenere la/le keyword: essendo l’elemento più importante nella SERP, non può non essere ottimizzato!

Anche la metadescription è molto rilevante: si tratta del testo che appare subito dopo il title e dev’esser scritta utilizzando la parola chiave e soprattutto rendendo il testo accattivante e inserendo una CTA (Call To Action). In questo modo, infatti, chi non ha cliccato sul link nella SERP leggendo soltanto il titolo, sarà invogliato a cliccare grazie ad una metadescription ottimizzata e di questo Google ne terrà conto facendoti salire di posizione. In altre parole, se i siti che stanno due posizioni davanti al tuo hanno metadescription meno efficaci, potrebbero essere sorpassati dal tuo!

SERP

In ultimo, non dimenticare di inserire le keyword negli URL delle pagine e nei nomi delle immagini e dei files.

Utilizzo dei link

Sono due i tipi di link di cui Google tiene conto per decretare la qualità delle pagine del tuo sito: quelli in entrata (inbound/back link) e quelli in uscita (outbound link). Il tuo sito deve averli entrambi per essere ritenuto autorevole dal motore di ricerca e ricevere quindi un buon posizionamento, ma in quantità differenti. Approfondiamo! :)

I link in entrata determinano l’autorevolezza del tuo sito

I link in entrata sono delle citazioni, degli inviti diretti da parte di altri siti a visitare il nostro. La loro importanza è estremamente rilevante a livello SEO, perché Google interpreta i siti con molti link in entrata come siti autorevoli.

Consiglieresti mai un libro che non ti è piaciuto? La risposta ovviamente è negativa, perché se consigliamo qualcosa la premessa è che ci sia piaciuto e anche Google ragiona in questo modo, attribuendo maggior visibilità ai siti che sono stati linkati da altri siti, come giusto riconoscimento.

Quindi, cercare di ottenere link in entrata è essenziale, ma ricordati che i siti da cui provengono devono essere siti a loro volta autorevoli: se, infatti, i siti che likano al tuo sono di bassa qualità o non pertinenti, otterai l’effetto contrario, incitando Google ad abbassarti nella SERP.

I link in uscita devono portare valore aggiunto

I link che tu decidi di inserire all’interno del tuo sito sono un’aspetto delicato, perché  farsi prendere la mano ed esagerare è un’attimo. Ricorda che i link in uscita portano l’utente al di fuori del tuo sito, allontanandolo: quello che devi tenere bene in mente è che, certo, Google premia i siti con link in uscita, ma soltanto se questi portano valore aggiunto al tuo contenuto!

Infatti, se linki siti esterni, significa che (seguendo il ragionamento che abbiamo fatto per i link in entrata) li citi e li consigli direttamente: dovranno perciò essere coerenti, pertinenti e autorevoli. Il concetto di autorevolezza è il medesimo che abbiamo trattato per i link in entrata: più volte un sito viene inserito all’interno di altri siti, più sarà ritenuto autorevole da Google.

Per questo dovrai assicurarti di linkare siti autorevoli e ben visti dal motore di ricerca.

Crosslinkling

Un’altro aspetto di cui tener conto per fare felice Google ma anche (e soprattutto) i lettori, riguarda l’utilizzo di link interni al tuo sito che rimandino a diverse parti del sito stesso. L’esempio più semplice è quello degli articoli del blog/sezione “news”: devono essere tutti collegati tra di loro tramite link redazionali, ovvero interni al testo stesso e composti da un termine o una frase (un esempio eccellente di crosslinkg è wikipedia).

Google vede di buon grado questa pratica, perché è la interpreta come indicatore di qualità del tuo contenuto e gli utenti gradiranno un testo che rimandi ad approfondimenti e argomenti trattati precedentemente con un solo click…Quindi non puoi non sfruttarla!

Adesso che conosci un po’ meglio come ragiona Google non hai scuse per non contattarci e lavorare sulla SEO del tuo sito! 😉